Punta Agordo, Diedro Ovest 2290 m
Da Roit, C. Zanvettor, M. Facciotto e A. Penasa, 1941

Bella salita da effettuarsi in alternativa alle più famose vie della Torre Venezia, su roccia solitamente buona tranne nella zona della cengia mediana dove si sale su terreno facile ghiaioso. L'itinerario percorre il facile zoccolo basale, piuttosto inclinato e solitamente coperto da pietrisco, fino a raggiungere la base vera e propria del diedro. Da qui si prosegue per l'evidente diedro, spostandosi in parete aperta quando le difficoltà lo richiedono.
SCHEDA
Difficoltà:IV+/V
Punto di Partenza:Dal Paese di Listolade in Valle Agordina si imbocca la strada che sale a Capanna Trieste dove si lascia l'auto
Dislivello ▲ 280 m
Tempo ▲ ca. 3 ore
Tempo ▼ 2,30 circa
Esposizione: O
Avvicinamento
Da qui in circa un ora si sale al Rif. Vazzoler e si prosegue in direzione del rifugio Tissi. Si aggira l'inconfondibile mole della Torre Venezia, fino a giungere ad un ampio prato erboso (Pian di Pelsa), cosparso di grossi massi. Da qui, si lascia il sentiero principale e si imbocca una traccia che si snoda tra i mughi, puntando all'evidente diedro che sorge poco a sx dell'intaglio tra Punta Agordo e la Torre Venezia (40 minuti dal rifugio).
Discesa
Dalla cima aggirare la torretta sommitale fino ad una sosta su mugo da cui si effettua la prima doppia (circa 15 m, sosta con anello) che porta alla forcella che separa Punta Agordo dalla torre vicina (non proseguire in doppia con le soste sottostanti). Portarsi con breve salita sul versante Ovest e traversare per cenge fino ad un evidente passaggio che consente di tornare sul versante Est. Si scende nel canale sottostante (camino di II°) fino a traversare verso la Torre Venezia. Si entra nella gola che scende dalla Forcella di Pelsa e ci si innesta sulla discesa della Torre Venezia che scende la gola stessa ostruita più sotto da due salti superabili con 2 brevi doppie (15 m). Sotto i salti si traversa per cengia verso destra rientrando sul sentiero per il Rif. Vazzoler.