Cristallo 3221 m
Via normale:Paul Grohmann, Angelo Dima, Santo Siorpaes, 14/9/1965

Grande e bellissima via, tra le più remunerative che si possano effettuare nel suo ordine di difficoltà. L'avvicinamento lungo e faticoso per là `"Grava (ghiaione) di Cerigères" allontana un gran numero di pretendenti. Si sale, dunque, in antica solitudine alpina, per ambienti grandiosi, sgranando una liturgia di passaggi celebri (ma oggi innocui come cari vecchietti): Grande Cengia, Baston del Ploner, Lasta.
SCHEDA
Difficoltà:
Punto di Partenza:Passo Tre Croci
Dislivello ▲ 1420 m
Tempo ▲ Tempo avvicinamento: 2,40 ore; 2-2,30 ore per la salita
Tempo ▼ 3 ore
Esposizione: SE
Avvicinamento
dal Passo Tre Croci, imboccare la strada che va verso Somforca (cioè, lato Cortina). Dopo un 5 min., a des., diramazione con l'indicazione "Passo Cristallo" (n° 221). Ancora due min. e si incrocia un'altra stradina: attraversarla e prendere il sentiero di fronte, per "Forcella Cristallo" (s'intende sempre "Passo Cristallo"). Percorrere poi (des.) una carrareccia militare abbandonata che a un certo punto si restringe a sentiero, salendo ripida tra i mughi. Si attraversano delle frane, in cui il sentiero si riduce a labili pedate (negligerle: nuova traccia un po' più a monte), quindi si entra nel gigantesco ghiaione ("Grava di Cerigères") tra Cristallo e Piz Popèna. Risalirlo con passi sempre più penosi (come su sabbie mobili) fino a 30 m sotto il Passo del Cristallo (a des. ruderi di una costruzione della Grande Guerra). Da Tre Croci 2.40 h.
Salita
uscire a sin. su una cengia esigua, percorrerla verso sin. per un 10 m, quindi risalire un canale a des. Dopo 10 m, lasciare anche esso per una labile cengia a des. che, in 20 m, immette in un nuovo canale ghiaioso. Rimontarlo fino a portarsi un 10 m più in alto del passo. Volgere quindi a sin. ad un'evidente forcella (ometto, segni di vernice rossa sulla parete) seguita da un ponticello diruto. Attraversare una serie di canali e guadagnare una vasta cengia (Grande Cengia inferiore) che taglia tutta la parete, girando vari spigoli secondari (per raggiungerla, si può anche salire fino al passo, traversare a sin., risalire, sempre a sin., un risalto che porta all'incirca al suo livello). Percorrere la cengia per 25 min., girando vari spigoli secondari (numerosi ometti, ponti di guerra, grandi rientranze rocciose in cui ripararsi in caso di pioggia), finché essa è chiusa da una barra di pietre, in corrispondenza, sulla des., di facili gradini di roccia grigia (freccia di vernice rossa) sopra i quali incombe una rossa torre strapiombante. Salire i gradini per un 10 m, poi volgere a sin. a una nuova cengia che, dopo un 50 m (a sin.) adduce ai piedi di una bella e facile rampa di rocce grigie. Salire la rampa e poi un camino di 20 m(I e II), al cui termine è un ch. per doppia. Seguono delle roccette, poi una cengia ghiaiosa a sin. che si percorre per 20 m, infine una nuova rampa verso des. che porta (aggirato un esposto ma facile spigoletto con maniglie, II) ad una forcella con un caratteristico testone di roccia, affacciante sull'abisso . Salire 4-5 m sulla forcella (sempre grande abbondanza di ometti) e rimontare un ripido caminetto nascosto dietro uno spigolo (15m, II+; al termine 2 ch. con cordino per doppia). Usciti dal camino, aggirare uno spigoletto a des. (II), e poi scalare un caminetto di 12 m con scaglioni rovesci (I e II). Si è ora sulla Grande Cengia superiore (rientranze nella parete, in cui ripararsi). Percorrere la cengia per un buon tratto verso sin., poi risalire una rampa che porta ad una spalla con grandioso panorama su Cortina. Seguire ora la bellissima crestina terminale. Superare due o tre risalti, un po' a des., un po' sul filo (I e II, roccia saldissima), quindi un diedrino (II+, ch. per eventuale doppia), al cui termine si trova prima un ponticello, poi il Baston del Ploner. Ancora per la bellissima, facile crestina tra due abissi, uno interno uno esterno, fino alla vetta (dall'attacco, 2-2.30 h).
Discesa
a ritroso il percorso d'andata fino a poco sotto il Passo del Cristallo. Dalla vetta, 1.30 h; lo stesso tempo per ritornare al Passo Tre Croci.
Note
in una giornata di tempo sicuro, la via può essere percorsa senza attrezzatura né corda (max passaggi di II+). Nel caso si accompagni un principiante, o comunque si vogliano fare le doppie, basterà portare una corda da 30 m, 4 moschettoni, 4 cordini. Considerare però che la salita è faticosa, comportando 1400 m di dislivello e un notevole sviluppo in traversata. Benché l'itinerario sia complesso, è quasi impossibile perdersi, grazie al numerosissimi ometti, alle tracce dì vernice rossa, alle barre di sassi, persino, che sbarrano gli errori. Portare acqua in abbondanza.