Cima Piccola di Lavaredo 2857 m
Via normale:Innerkofler, 25/7/1881

La via si svolge un po' tortuosa sull'avancorpo e nella verticale parete SO fino alla spalla, quindi a S per un camino.Ascensione classica, con arrampicata interessante, molto aerea ed esposta.
SCHEDA
Difficoltà:AD; III, qualche passo III+, 1 passo di IV
Punto di Partenza:Rif. Auronzo 2330 m, raggiungibile in auto da Misurina per strada di 7,5 km a pedaggio
Dislivello ▲ 300 m
Tempo ▲ all'attacco 50 min.; 2,30 - 3 ore per la salita
Tempo ▼ ore 1,30 - 2
Esposizione: S SO
Indicazioni: Scalata impegnativa in quanto sulla via si trovano solo 5-6 ch. e non tutte le soste sono chiodate; roccia solida ma con qualche detrito; il passaggio difficile e anche faticoso nel camino finale ha gli appigli lisciati dall'uso. Utili alcuni chiodi. Le calate in doppia richiedono almeno 50 m di corda (meglio 60)
Avvicinamento
Dal parcheggio del Rif. Auronzo prendere la strada che costeggia tutto il versante S. delle Tre Cime, in direzione Cima Piccola. Dopo 10 min. si trova a sx un sentiero che sale, oppure lo si prende più avanti dalla cappellina. Il sentiero risale il ghiaione e porta sul canale tre Cima Grande e Piccola. L'attacco per la C. Grande è a sx mentre l'attacco per la C. Piccola si trova iù su, a una vecchia targa (luogo esposto alla caduta sassi)
Salita
Si sale su cengette e gradini verso dx per 30 m poi diritto per altri 30 m, e da una larga cengia su verso sx per ca. 80 m, fin sulla terrazza alla sommità dell'avancorpo (fin qui passi di I e tracce di sentiero). A sx si nota un ch. con cordini di calata. Si attacca 25 m a dx di questo ch., salendo un caminetto di 5 m (II+) e si prosegue per 20 m un po' a dx. (sosta su spuntoni). Si piega ancora a dx su cenge con massi (25 m, ch. sosta), giungendo sotto una parete verticaledi roccia più gialla e solida. Si sale con bella arrampicata lungo una regolare linea di fessura obliqua a sx, passando all'inizio a sx di una grande nicchia (40 m, III; sosta con 2 ch. su spigolo). Qui inizia la famosa traversata molto esposta. Si traversa a sx su cengia per 6 m, si sale obliquamente a 2 ch. sopra i quali si sale ancora per 2 m e quindi si traversa per 20 m fino in un diedro, innalzandosi da ultimo 3m (III+) per raggiungere un ch. per calata cementato (II e III). Si sale verso sx per 20 m (II e III, 1 ch.) fin sopra un'aerea selletta. Qui, sotto la verticale e rossiccia parete terminale, si nota che verso dx la parete diminuisce di inclinazione. Si sale obliquando un po' verso dx per 40 m (II, 1 passo di III, 1 ch.) a una cengetta rocciosa (1 ch. sosta). Ancora 10 m più facili e si esce sulla terrazza della spalla, tra lo spallone e la cuspide sommitale ( a sx anello per calata). Si sale sulla sx della sporgenza rocciosa centrale (II) e da questa si raggiunge a sx (III+, esposto) un terrazzino con anello di calata (15 m). Si prosegue un po verso dx, quindi diritto a una terrazza sotto il camino terminale (20 m, II e III; ch. di calata). Su per il camino con arrampicata esposta (20 m, III e 1 passo di IV, lisciato; 1 ch.) giungendo al primo ch. di calata, e ancora nel camino, ora facile, in breve alla vetta
Discesa
Si svolge tutta con calata a corda doppia lunghe fino a 25 m (una meglio se 27), in parte lungo la via di salita. Le prime 3 calate portano all'altezza della spalla. Segue una calata di 25 m, una di 22 m che porta alla fine della traversata, una di 20 m, una di 23 m, una di 25 m (meglio se 27) raggiungere un terrazzo roccioso sul quale, 6 m più a S. si trova l'altro anello; una da 25 m riporta alla sommità dell'avancorpo. Da qui con altre 2 calate di 25 m si può arrivare proprio alla forcella tra Piccola e Grande ma, sia per la neve che per la probabile caduta sassi, può essere preferibile ripercorrere le tracce sull'avancorpo (I) fino all'attacco.
Note
per la parte sommitale si preferisce oggi seguire il camino chiamato Zsigmondy, percorso nel 1884 dalla prima cordata di alpinisti senza guide: i fratelli Zsigmondy, Kochlin e Purtscheller. La grande esposizione e la scarsità di protezioni intermedie (quasi solo spuntoni) rendono l'ascensione decisamente impegnativa per quell'ordine di difficoltà.